Maschile ed intimità

Maschile ed intimità

L’altro giorno un vecchissimo amico degli anni dell’Università mi ha ricontattato. Felice di avermi potuto ritrovare, ha passato alcuni minuti con me al telefono. Ci siamo fissati un appuntamento per rivederci.
In quei pochi minuti, si è scusato. Mi ha ricordato che l’ultima volta che mi aveva incontrato aveva giudicato la mia scelta su Osho, la meditazione, e il fatto che stavo lasciando una promettente carriera per andare a finire (male, secondo lui!) su chissà quale lido sconosciuto.

“mi dispiace di essere stato così arrogante. Mi sono accorto che io ho sbagliato molte cose nella mia vita. Ho perso tempo. Forse tu non stavi sbagliando…”

Sono stato contento nel sentire che metteva in discussione il suo atteggiamento di allora. Una ferita di molti anni fa (di cui non immaginavo fosse ancora aperta) si è potuta chiudere.
Quanti di noi che scelgono la via della meditazione e del cambiamento si sono trovati ad affrontare una situazione di questo tipo. Quando un maschio si mette in discussione spesso incontra giudizio da parte dei suoi amici.

La scelta di andare dentro di sé non viene compresa. Viene più capito e accettato se quando qualcosa non va, cerca all’esterno la soluzione: in un altro lavoro, in un’altra donna, in un’altra situazione.

Il maschio si porta il condizionamento (e in parte la natura) di andare nel mondo esterno alla ricerca di soluzioni al suo stato di disagio. In questo andare all’esterno, agisce però il condizionamento, più che la natura del maschio.
Per natura, invece, la donna va verso l’interno. Ecco perché i gruppi che conduco da solo o con Siddho sono spesso composti al 70% di donne.

Il maschio tarda ad accorgersi (e spesso non se ne accorgerà mai) che l’avventura della scoperta può avvenire al proprio interno. C’è un mondo infinito da scoprire e soprattutto ci sono meccanismi di infelicità che possono essere smantellati.

L’oggetto d’amore esterno (sia esso un lavoro o una donna) piano piano, con il tempo, perdono forza, perdono il loro luccichio che tanto ci attraeva quando tali oggetti erano distanti e richiedevano lo sforzo per essere conquistati.

Che si tratti di carriera o lavoro, soldi, matrimonio, donne, una nuova macchina: la soddisfazione dura… un po’.
Gli oggetti di interesse e desiderati danno piacere e dolore. Come ogni cosa. Ti offrono piacevolezza e routine. Alti e bassi che ti lasciano però insoddisfatto… perché il desiderio, grande motore umano, non appaga mai. Non vi è una soddisfazione interna profonda. Il desiderio è un meccanismo che ti spinge a ripetere cicli su cicli di azioni identiche e mai appaganti. Ti spinge a percorrere la stessa ruota di insoddisfazione e infelicità.

Il desiderio è però il prodotto del condizionamento familiare e sociale

Oggi so che quel mio amico parlava con la voce del condizionamento. A quel tempo, carico del mio condizionamento, il dubbio che avesse ragione mi aveva attraversato.

Da allora la mia costante ricerca è stata quella di diventare sempre più me stesso e di non cadere nelle trappole del mio condizionamento. Anzi, mano a mano che passavano gli anni si disvelava per effetto della meditazione e del lavoro su di me.

Mi interrogo continuamente sul mio stato di felicità nel presente e sul mio livello di compromesso/integrità con cui sto affrontando il lavoro, la relazione, la vita.

Il condizionamento, per me, vuol dire prevedibilità.

Per esempio, cosa accade con forte probabilità ad un maschio?
Prima il maschio deve farsi spazio a tutti i costi nel mondo del lavoro: alla fine o è tronfio di successo oppure è rassegnato e sconfitto. Nel primo caso, vale la triade: sesso, soldi, potere. Può restare fisso al primo chakra. Nel secondo caso, può nutrire un senso di invidia di colui che ha successo, che, secondo il senso comune, ha raggiunto tutto quello che un maschio dovrebbe raggiungere.

Nel campo delle relazioni, poi, ci sono due tipologie evidenti: il buon padre di famiglia e il Peter Pan.
Il primo deve trovare la “donna della sua vita”: si sposa ed è “regolare”, magari ha dei figli, magari è buon padre di famiglia, non si aspetta dal matrimonio che stabilità e routine e non capisce quando la donna chiede qualcosa di più. Nella coppia, i due si danno per scontati.

In genere, la coppia può scoppiare perché, come dice Osho, i due diventano intimi nemici: se non riesci a condividere dal profondo, non riesci a fidarti di essere compreso e visto per quello che sei, la rottura è inevitabile. I partner non riescono ad essere intimi amici.

La seconda tipologia, il Peter Pan cerca la donna che deve accoglierlo e coccolarlo e perdonarlo… finché la donna non lo accoglie più, non lo coccola più, e non lo perdona più e allora… via per un’altra donna che potrà capirlo, accoglierlo, coccolarlo e perdonarlo.
Per la verità, nelle coppie che ho osservato, esistono anche altri due schemi opposti che portano alla crisi (visto che siamo nel XXI secolo): il maschio potrebbe essere succube della donna, si sente condannato ad assecondarla, temendo le sue lamentele continue. Oppure il maschio potrebbe tendere a volere una donna succube… e le donne, si sa, poco tollerano il giogo… per fortuna!

Un altro ambito prevedibile del comportamento del maschio: la crisi di coppia.

Ecco lo scenario probabile: lui si innamora della donna di 20 anni di meno, illudendosi che avere una donna meno matura possa dargli leggerezza e una rinnovata sensazione di virilità… ciò accade, ma solo per un po’. Il maschio, vittima del condizionamento, cerca la felicità fuori da sé, nell’illusione della ragazza che lo adora.

Anni fa, quando ho compreso che bisogna entrare dentro a se stessi, mi sono ritenuto un maschio fortunato. La mia vita è cambiata!
Cercare di capire chi veramente sei, attenua e spesso toglie, la fame che un maschio cerca normalmente di soddisfare fuori. Andando dentro si ha una grande chance di soddisfarla. Non è un percorso facile, ma dà grandi soddisfazioni.

Statisticamente la donna si interroga più facilmente, quando accade una crisi. Anche sulla donna pesa un condizionamento che porta anche lei all’infelicità, a puntare tutto sull’acquisizione di oggetti di amore esterno.
L’incontro di una donna e di un uomo che tentano di andare oltre il proprio condizionamento è un incontro benedetto.
Quando incominci a praticare la felicità che viene da dentro e ne assapori la fragranza e sei sazio, puoi stare con una donna con una qualità completamente diversa.

Vedo molti uomini e donne infelici. E la vita mi dà l’opportunità di aiutarli a spezzare le catene del condizionamento. A questo servono i gruppi di crescita. Quando tengo un gruppo, mi piace vedere che le persone si scrollano di dosso pezzi di infelicità e si aprono a nuove prospettive di leggerezza e di gioia.

La felicità passa attraverso il superamento di idee che abbiamo preso in prestito e rappresentano la propria prigione.

Fuori da essa non diventi un uomo migliore o peggiore per gli altri. Diventi semplicemente te stesso. E se incontri una donna che sta percorrendo la stessa strada, la strada dell’autenticità, allora l’intimità diventa possibile.

All’intimità dò un posto altissimo nella mia vita.

L’intimità significa potersi mostrare all’altro per quello che si è senza timore di giudizi: una situazione che si incontra poco nella vita. Quando sei te stesso, sei esposto al giudizio e se non corrispondi alle aspettative ti senti diverso. Per sopravvivenza, ti nascondi e… ti spegni.
L’intimità, invece, ti accompagna nella crescita. Non hai ostacoli esterni che ti impediscono di proseguire sulla strada di conoscenza di te stesso. L’intimità ti fa crescere. È un terreno fertile per l’Essere.

Cosa succederà nel prossimo futuro? Ci saranno sempre più donne sole? La domanda è legittima perché le donne statisticamente affrontano di più la via della meditazione e della crescita. Si lanciano con più fiducia e meno resistenza dentro allo sconosciuto della propria interiorità. E con il tempo imparano anche a stare da sole, nella solitudine che Osho ci insegna: quella che prevede che se l’altro c’è ne gioisci; se l’altro non c’è, gioisci comunque della vita. Il filo della tua dipendenza non c’è più. La tua felicità è causata da te, non dall’altro.

L’intimità di due persone sole è un’intimità ricca di libertà, creatività, amore, espansione. È un messaggio che tento di trasmettere: è possibile!

L’incontro con una donna può essere un trampolino per l’Essere.

Imparare ad essere intimi è un bel progetto di vita.

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