LAVORO SU DI SÉ E COSTELLAZIONI FAMILIARI: UN POTENTE BINOMIO

Anurag Gaeta

Un incontro tra amici sulle Costellazioni Familiari

Mi capita di parlare di Costellazioni Familiari fuori dai Gruppi o dai Training. Giusto l’altro giorno, un amico mi chiede. “Se facessi una costellazione familiare, potrei riconciliarmi con mio fratello?”
La mia risposta è stata: “non è detto!”
Sul viso del mio interlocutore, si è dipinto stupore. Questo amico quarantenne ha sentito parlare di tante riconciliazioni dopo i nostri workshop. Non ha resistito a farmi la domanda, trovandosi faccia a faccia con me. Da questo suo stupore, è nata la seconda domanda: ma allora, perché tanti ricorrono alle costellazioni? Non lo fanno per “mettere a posto” le dinamiche di famiglia?
Ecco, più o meno con le stesse parole, ciò che gli ho risposto. È stata una conversazione che ci ha tenuti impegnati per un bel po’.

Ci si avvicina alle Costellazioni Familiari perché ci si vorrebbe alleggerire lo spirito.

Le frasi più ricorrenti sono.
“Mi hanno detto che esse sono utili a riconciliarsi con mio padre o mia madre.” Oppure…
“Mi hanno detto che posso togliermi dei pesi che non sono miei e posso evitare di darli ai miei figli”.
“Mi hanno detto che potrei liberarmi di questi sentimenti che mi appesantiscono”
Tutte ciò è possibile e possono avere un effetto potente e immediato. Possono far sentire la possibilità di una vita più leggera.

L’alleggerimento più profondo e permanente può accadere solo con un costante lavoro su sé stessi.

Ciò significa dedicarsi alla meditazione e a gruppi di decondizionamento. Gruppi che ci permettono di sgrossare la nostra personalità.
Alleggerirsi è sinonimo di maggiore chiarezza e spontaneità.

Questo lavoro su sé stessi ci può consentire di vivere via via emozioni più vivide. Ci può permettere di attraversare con più coraggio la vita così come si manifesta. Ci può permettere di far cadere l’illusione che possiamo controllare la vita. Ci può conciliare con un certo destino, come quello di appartenere ad una certa famiglia.

L’alleggerimento accade per un’osservazione profonda delle motivazioni più inconsce che ci guidano.

Vivere una vita più leggera

Viviamo una vita appesantita, perché non riusciamo a riconoscere i nutrimenti essenziali. La nostra mente cosciente è confusa rispetto all’essenziale. Nella nostra mente, ci sono ideali e desideri, proiettati sull’avere un oggetto esterno.

L’illusione più radicata è che ottenere un certo oggetto o raggiungere un certo ideale ci possa appagare nel profondo. Che l’oggetto sia una relazione, un partner, un certo comportamento o una certa cosa non importa.

L’illusione è: quando quella cosa l’avrò ottenuta, sarò felice.

La nostra vita può diventare leggera, se riusciamo a vedere/scoprire quali sono i nostri bisogni essenziali.
Se riusciamo a riconoscere ciò che soddisfa lo spirito più che ciò che il mondo esterno si aspettano da noi.

Le costellazioni familiari possono aiutarci.

Possono aiutarci a sistemare non tanto la superficie delle relazioni. Ci possono mettere in contatto con il nostro bisogno di amore.

Ci rivelano il nostro bisogno inconscio di sentirci parte di un gruppo e di sentirci al sicuro. E seguendo inconsciamente questi due bisogni, ci spingiamo a compromessi pur di appartenere.
Le Costellazioni ci mostrano come questi due bisogni ci rendono ciechi rispetto a noi stessi.
Il mio interlocutore mi dice. “Ma si può raggiungere l’armonia con i propri familiari?”
Gli rispondo: “A volte si confonde l’armonia con il doverla pensare o doversi comportare in quel certo modo che è nella tradizione di famiglia.” L’armonia così è solo uno dei tanti ideali che ci allontana da noi stessi.
La famiglia non è quasi mai il luogo dell’amore e dell’armonia perfetti. La famiglia è il primo luogo dove attingiamo amore (non sempre) e identità. È il luogo dove siamo stati cresciuti. Dove abbiamo respirato certe emozioni. Dove abbiamo imparato certi comportamenti che siamo portati a credere come Verità Universale. La famiglia crea, con buone intenzioni, i nostri condizionamenti. Ovvero modi di vivere , di pensare, di agire che l’individuo pensa di dover perpetuare nella sua vita per essere accettato. Nel lavoro sistemico, tali condizionamenti li chiamiamo “Coscienza Sistemica” .

La Coscienza Sistemica può essere una gabbia.
E se ce ne rendiamo conto, possiamo volere uscire da questa gabbia.

Le costellazioni si prestano alla crescita personale perché sono un metodo di osservazione. Come tale, ci possono aiutare in questo processo di conoscenza di noi stessi. Possono portare alla luce alcune verità sui fatti che hanno condizionato le nostre origini. Ci possono indicare quali sono le difficoltà più profonde del nostro sistema. Possono svelare l’origine di certi comportamenti ripetitivi. Possono mettere in evidenza il nostro amore cieco per il nostro sistema.
E in questo amore cieco possiamo appesantirci. Perché senza accorgercene rinunciamo alle nostre aspirazioni o alla nostra creatività personale.
Il mio amico a questo punto mi dice. “Se ho capito bene, sono mosso da forze che sfuggono alla mia coscienza? Gli rispondo: “Sì! Spesso può essere così”

Mettere in evidenza ciò che ci muove presuppone un atto di coraggio. Significa voler cercare la propria individualità…

… quello che nello Zen viene chiamato il Volto Originale, che ognuno aveva prima di nascere. Significa voler riscoprire le proprie caratteristiche naturali prima di qualsiasi condizionamento.

Rapporti più veri in famiglia

La famiglia, in moltissimi casi, è stata il luogo che comunque ti ha sostenuto.
“Dio mio! Lavorare con le Costellazioni Familiari significa prendere una certa distanza dalla propria famiglia? Continua sempre più intrigato il mio interlocutore.”
In un certo senso è così” gli rispondo. “Essa resta comunque il legame più profondo, con il quale ci confronteremo tutta la vita. L’effetto del lavoro su di sé (e non solo quello delle Costellazioni Familiari) ci sposta sempre più dal condizionamento verso la propria individualità  Si possono creare  altri tipi di rapporti in famiglia. Dove ci sia  la possibilità di essere più veri. Dove le differenze possono emergere e non venire celate. Dove i padri, le madri, i figli e ogni componente assumano sempre di più contorni reali e non solo di ruolo.
Dove gli individui vengano lasciati essere quelli che sono. Dove non si pretende che diventino qualcosa di diverso da ciò che sono chiamati ad essere. Non parlo solo delle richieste dei genitori verso i figli. Mi riferisco anche alle richieste rivolte ai genitori di dover essere diversi. Proprio queste ultime sono la prima causa di infelicità e appesantimento.

Le Costellazioni Familiari, alla luce di un maestro come Osho, sono mosse da questo approccio. Non vogliono risolvere. Vogliono portare luce e consapevolezza alle dinamiche inconsce che muovono l’individuo e il suo sistema. vogliono essere un passaggio dall’amore cieco all’amore consapevole.

Nel nostro lavoro da più di 20 anni, in gruppi e training, le Costellazioni sono al servizio dell’osservazione di sé, della meditazione e del risveglio della propria individualità, e della riconciliazione con sé stessi.

Il mio interlocutore, all’improvviso si ricorda del suo problema. “Con mio fratello, come faccio? C’è possibilità di riconciliazione?”
Gli dico che dovrebbe lasciar andare ogni esitazione e iscriversi ad un gruppo di Costellazioni! Così potrebbe vedere quali sono le forze che muovono lui e suo fratello all’interno del sistema.
Nel frattempo, gli spiego.
Le Costellazioni ci mostrano molte cose. Ad esempio, certi collegamenti con le storie di alcuni avi. Ci aprono uno squarcio sui dolori non elaborati e ferite ancora aperte nel sistema. Ci svelano sensi di colpa o vergogne che si tramandano di generazione in generazione.
Il rendersi conto e il vedere tutto ciò permette all’individuo di ritrovare il suo giusto posto e di riappropriarsi del suo destino.

Ci possono mostrare che ogni fratello porta dentro di sé un pezzo diverso di destino del sistema. Per cui, nella ripetizione che attuiamo inconsciamente, ad esempio io potrei essere legato ad una persona del passato. Mio fratello, invece, ad una persona diversa. Esprimiamo due punti di vista SISTEMICI e non individuali. Io potrei essere collegato al sentire del sistema di mia madre e mio fratello a quello del sistema di mio padre.

Con la Costellazione portiamo luce. E ciò che era inconscio diventa evidente.

I fratelli spesso hanno strade diverse da percorrere. Uno può rappresentare un escluso. L’altro può portare dentro di sé l’energia di un bisnonno. Egli pretende di incarnare tutto ciò che è giusto o sbagliato all’interno di un sistema. Tenta di dire all’altro come si deve comportare e cosa deve fare per meritarsi amore.
Come si fa a comprendersi? A volte è una missione impossibile. Se i due scelgono di lavorare su di sé forse c’è una possibilità di verità tra di loro.
Il mio interlocutore mi chiede: “questo inconscio sistemico… ma allora agiamo proprio ciecamente?”
“Sì, a meno che non ci svegliamo dal sonno sistemico. Possiamo svegliarci... a patto che sveliamo lo strato di illusione che il bisogno di appartenenza crea dentro di noi. A patto che non temiamo la disapprovazione per affermare la nostra individualità… e riusciamo a rivelarla.”

Le informazioni che ci danno le costellazioni sono tante. Sta a noi, attraverso la meditazione, uscire dalla meccanicità.

Sta a noi contattare la certezza del sentire di aver un posto in questa vita. E togliere l’illusione che dobbiamo sforzarci o essere in un certo modo per averlo.
C’è un’intera esistenza pronta ad accoglierci.

Individuare il proprio posto nell’esistenza è il lavoro del meditatore. Andare a riscoprire il volto originale.

Trasformare i meccanismi di sopravvivenza ereditati in abilità, da usare solo all’occorrenza, se serve. Uscire dalle abitudini imparate nel campo ristretto della famiglia per allargare orizzonti e possibilità infiniti a disposizione.

Due fratelli hanno sempre destini diversi. Sviluppano vite diverse.

Le Costellazioni Familiari non agiscono una riconciliazione esterna. Possono aiutarci ad una riconciliazione interna e profonda, che può avere effetto anche all’esterno.

Le costellazioni ci possono aiutare ad integrare le nostre radici. Ci possono portare al rispetto dei destini dei nostri avi e dei nostri genitori.

La riconciliazione essenziale avviene quando affrontiamo le costellazioni spiritualmente. Quando arriviamo a riconoscere la nostra responsabilità di aver scelto una determinata famiglia.

Una famiglia con i genitori giusti, i problemi e i tormenti giusti, i vantaggi giusti. Non ci si può ribellare al destino iniziale. Mai.
Questa è la comprensione più profonda sul lavoro più che ventennale con le Costellazioni.
Ciò che ho compreso è che esse sono un altro strumento che sfida l’ego, in modo potente. L’ego è identificato con l’inizio.
L’ego tende alla ripetitività e alla sicurezza del passato. L’ego rifugge il cambiamento. l’ego pensa che l’amore arrivi solo da una fonte e non dall’esistenza intera. Anche nell’opporsi alla famiglia e quindi alle proprie origini c’è un fondamento dell’ego.

La ricerca dell’espressione della nostra unicità è l’aspetto interessante della vita. Il coraggio di guardare se stessi ne è il motore.

La riconciliazione vera è dire di sì alla propria origine. È la RICONCILIAZIONE per eccellenza.
La famiglia di origine alle spalle, così, diventa un trampolino di lancio per la vita.

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LAVORO SU DI SÉ E COSTELLAZIONI FAMILIARI: UN POTENTE BINOMIO
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LAVORO SU DI SÉ E COSTELLAZIONI FAMILIARI: UN POTENTE BINOMIO
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Ci si avvicina alle Costellazioni Familiari perché ci si vorrebbe alleggerire lo spirito. L’alleggerimento più profondo e permanente può accadere solo con un costante lavoro su sé stessi.Ciò significa dedicarsi alla meditazione e a gruppi di decondizionamento. Gruppi che ci permettono di sgrossare la nostra personalità.Alleggerirsi è sinonimo di maggiore chiarezza e spontaneità.
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